{"id":309,"date":"2011-06-15T08:37:15","date_gmt":"2011-06-15T06:37:15","guid":{"rendered":"http:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=309"},"modified":"2014-05-08T21:21:53","modified_gmt":"2014-05-08T19:21:53","slug":"apocalittici-e-indignati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=309","title":{"rendered":"Apocalittici e indignati"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\"><a href=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2011\/06\/blog.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-medium wp-image-594\" src=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2011\/06\/blog-193x300.jpg\" alt=\"blog\" width=\"193\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2011\/06\/blog-193x300.jpg 193w, https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2011\/06\/blog.jpg 199w\" sizes=\"auto, (max-width: 193px) 100vw, 193px\" \/><\/a>13 giugno 2011. Passaggio storico. Storico. E allora, nel pieno di questo alieno clima di meritata euforia, concediamoci di parafrasare un Umberto Eco d&#8217;annata. E ancora, di passaggio, per il &#8220;centrodestra&#8221; questi 4 SI ripetuti milioni di volte sono una dannata eco.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Voglio per\u00f2 parlare d&#8217;altro, che poi tanto altro non \u00e8.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">La vittoria dei referendum, \u00e8 anche la vittoria di Carlo Giuliani. Quest&#8217;anno sono dieci anni da Genova; non si celebra. Si fa Memoria. Quella mattanza di regime, l&#8217;On. Fini in cabina di regia, aveva l&#8217;obiettivo di demonizzare\/demolire l&#8217;unica istanza di democrazia possibile. Quella<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">dal basso<\/span>, senza deleghe e senza rappresentativit\u00e0. Se non quella della propria autodeterminazione. Infatti, i partiti politici del &#8220;centrosinistra&#8221; accorsero tardivamente, a recinti spalancati e buoi in fuga. La politica della societ\u00e0 corre sempre pi\u00f9 in fretta della societ\u00e0 della politica. Una propone, l&#8217;altra dispone. Seattle prima, Genova poi, stavano iniziando la semina di un pensare a venire; stavano dimostrando di quanto sia davvero unico il pensiero di fronte al pensiero unico. L&#8217;arrembaggio dei movimenti si sarebbe dovuto scontrare per\u00f2 con la ottusit\u00e0 della reazione e con quella mortifera dei manganelli di ultima generazione. E delle pallottole. Il pianeta arrivava allora all&#8217;auge del mercato, tutto si sarebbe convertito in merce e la merce avrebbe governato il tutto. Il trionfo dei cosiddetti accordi commerciali rimpinguava le banche della avenue mentre stritolava le popolazioni delle banlieu. Il mondo scopriva la finanza, la finanza denudava il mondo. Questo potere impalpabile che si era impossessato delle aule parlamentari governava senza mandato, regnava senza pronunciare parola mentre le voci ribelli di milioni e milioni di persone scontavano l&#8217;afonia della partecipazione. Ma di l\u00ec a poco il protagonismo degli eterni esclusi avrebbe preso il sopravvento: coscienza, conoscenza, organizzazione. Al di fuori degli eterni protagonisti che recitano una sceneggiatura senza mai un happy end.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">La scalata al quorum di qualche giorno fa parte proprio da quelle funeste giornate genovesi, il germe del cambiamento prende vita da quelle profonde analisi e dal<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">j&#8217;accuse<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/span>galattico indirizzato ai potenti della terra ed ai loro servili comprimari. Forse inconsapevolmente, ma determinatamente in fieri, quel movimento cos\u00ec eterogeneo contestava la &#8220;globalizzazione&#8221; ma gi\u00e0 parlava di Beni Comuni. Le risorse della terra non stanno sul mercato. Cos\u00ec come il sangue versato perch\u00e9 il mercimonio non avvenisse, in nome di nessun finto progresso. La Memoria \u00e8 un bene comune.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Il successo dei referendum ha sancito dei punti di non ritorno, quelli strettamente relativi ai quesiti, ma ha anche significato una inequivocabile vittoria politica. Nel senso pi\u00f9 alto e nobile del termine. Ha messo all&#8217;angolo un governo agonizzante, ma prima di tutto xenofobo, guerrafondaio, intollerante, osceno, usuraio, retrogrado, affamatore, bizantino. Il tutto rappresentato al meglio dal suo pi\u00f9 alto rappresentante. Il berlusconismo \u00e8 quanto mai pericoloso perch\u00e9 sopravvive al suo &#8220;insigne&#8221; creatore, e per quanto si faccia fatica ad ammetterlo ha rappresentato, nel momento di sua massima espansione che comunque stiamo ancora vivendo, una novit\u00e0 culturale da cui non si pu\u00f2 prescindere. In senso gramsciano, si passi l&#8217;espressione, ha esercitato una egemonia, rozza e medievale quanto si vuole, che forse solo ora si comincia a scalfire. La fibra menzognera di cui si \u00e8 nutrito il tessuto sociale italiano negli ultimi anni ha generato un<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">monstre<\/span><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>che coniuga televisione e sfruttamento, capitale e decadenza, sal\u00f2 e modernismo. La sberla \u00e8 quindi diretta ad un modello culturale vincente che di vincente ha solo il culto della sopraffazione, mentre la battaglia referendaria ha reso evidente quanto ancora sia vivente il senso di solidariet\u00e0. Un referendum di resistenza. Un referendum di liberazione. Dal cappio di un liberismo sfrenato e disumano, ma anche dalle briglie di una opposizione inesistente, asservita e spesso complice delle criminali politiche governative. Ma ancor pi\u00f9 incapace di leggere ed interpretare un alfabeto sociale che dagli inferi della precariet\u00e0 e della esclusione riesce invece ad autorganizzarsi e tramutarsi in soggetto vitale. Di reale cambiamento. Di reale denuncia. Di reale alternativa. Le arrampicate sul carro del vincitore dimostrano una volta di pi\u00f9 lo scollamento tra politicheria e bisogni concreti, una patetica autorappresentazione di &#8220;vicinanza&#8221; alla cittadinanza nel momento in cui ventisette milioni di persone decidono di riappropriarsi del diritto di decidere. Sono queste le vere &#8220;primarie&#8221;.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Questo scenario ripropone un meccanismo di mutuo sostentamento del tutto disinteressato alle istanze che provengono dal cuore di una societ\u00e0; e la battaglia sull&#8217;acqua, soprattutto, ne rappresenta le vene e le arterie. I comitati che quasi dal nulla, e nel nulla della informazione da prima serata si sono costituiti, segnano un punto epocale a favore della partecipazione. Spesso si dimentica l&#8217;importanza del linguaggio, in questa (lunga, lunghissima) stagione in cui segni parole e meta-significati hanno un valore imprescindibile. Alla vacuit\u00e0 del messaggio pubblicitario &#8211; inteso in tutta la sua capacit\u00e0 di applicazione, &#8220;politica&#8221; in primis &#8211; che ha sacrificato il bisogno per il desiderio, si contrappone la ricchezza delle parole: Bene Comune \u00e8 entrato di prepotenza nel forziere del nostro dizionario.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Da troppi anni assistiamo al posticcio annuncio della genesi di una nuova politica, di una nuova societ\u00e0, di una nuova giustizia, di una nuova economia, di una nuova libert\u00e0.\u00a0 In realt\u00e0 non si fa altro che alimentare l&#8217;apocalisse del pensiero. Alla libera fonte della indignazione si abbeverano invece le idee giuste.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Fuori gli apocalittici, largo agli indignati.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px;background-color: #ffffff;float: none\">M.A.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0<span class=\"Apple-converted-space\"><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>13 giugno 2011. Passaggio storico. Storico. 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