{"id":265,"date":"2011-03-06T07:39:13","date_gmt":"2011-03-06T06:39:13","guid":{"rendered":"http:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=265"},"modified":"2014-05-09T06:14:26","modified_gmt":"2014-05-09T04:14:26","slug":"occhi-aperti-america-latina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=265","title":{"rendered":"OCCHI APERTI, AMERICA LATINA"},"content":{"rendered":"<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\"><a href=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2014\/05\/danielfidelgheddafi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-56 size-full\" src=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2014\/05\/danielfidelgheddafi.jpg\" alt=\"danielfidelgheddafi\" width=\"294\" height=\"171\" \/><\/a>Gli eventi che stanno stravolgendo parte del mondo arabo, fanno sentire la loro eco anche aldil\u00e0 dell&#8217;Oceano, e nonpotrebbe essere altrimenti. La Tunisia, l&#8217;Egitto, e ora la Libia.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Proprio quest&#8217;ultima, ha suscitato una ondata di commenti e posizioni in America Latina che non possiamo fare a meno di analizzare. Sforziamoci di farlo al netto della inetta copertura mediatica che gli si sta dando, piena di riflessi para-imperialisti e disonest\u00e0 intellettuale. Una riedizione del marketing informativo della menzogna che ricorda inevitabilmente le fosse comuni di Timisoara e le operazioni militari israeliani nella striscia di Gaza. Le prime, false; le seconde, realizzate nel pi\u00f9 totale silenzio della comunit\u00e0 internazionale, costernata<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">a posteriori<\/span>. Che Gheddafi si fosse rifugiato in Venezuela, \u00e8 stato smentito nell&#8217;arco di una battuta d&#8217;agenzia. Che Ch\u00e1vez stia dando appoggio e solidariet\u00e0 al mandatario libico, \u00e8 invece vero. E con lui si sono schierati, in forma diverse ma sostanzialmente omogenee, molti altri leader della cosiddetta &#8220;America integrazionista&#8221;. Daniel Ortega, e soprattutto Fidel Castro. Ora, il punto \u00e8 che storicamente Gheddafi \u00e8 stato un &#8220;faro&#8221; in versione araba (laica, non dimentichiamolo) dell&#8217;antimperialismo e dell&#8217;anticolonialismo; la sua rivoluzione verde ha stretto rapporti e solidariet\u00e0 con gran parte del mondo in ebollizione dell&#8217;epoca.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-align: start;text-indent: 0px\">Le rivoluzioni compiute, come quella cubana e quella sandinista, nonch\u00e9 le &#8220;incompiute&#8221;, come quella irlandese per dirne una, si inserivano a pieno titolo nella nascente stagione di una nuova diplomazia<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">dal basso<\/span>, staccata ed indipendente dalle briglie nordamericane. Una rinnovata e costante emancipazione che vedeva la possibilit\u00e0 di scegliersi partner politici-commerciali-militari in piena libert\u00e0, senza i condizionamenti di un ordinamento geopolitico manovrato e manipolato dai soliti noti. Una rivoluzione nella rivoluzione. Tutto questo per\u00f2 aveva forse un senso fino ad una quindicina di anni fa, vale a dire fino a quando il muhammar non decise di svendere la propria integrit\u00e0 per ingraziarsi i governi degli Stati Uniti e della Unione Europea. Da bastione dell&#8217;antimperialismo divenne bastione delle migrazioni. Cancellate in men che non si dica le vittime di Lockerbie e gli attriti con le amministrazioni nordamericane Gheddafi inaugurava la sua nuova epoca: al servizio della fortezza Europa. A questo proposito, si raccomanda di leggere e rileggere i lavori di Gabriele Del Grande, da anni impegnato a raccontarci le nefandezze della cerniera mediterranea, con i suoi libri e con il suo sito<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\"><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-weight: bold\">fortresseeurope.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Insomma, l&#8217;ennesimo sanguinario dittatore diventava tutt&#8217;a un tratto la faccia presentabile dell&#8217;islamismo. L&#8217;acerrimo nemico diventava il &#8220;mansueto&#8221; servitore degli interessi statunitensi ed europei. La invasione migratoria dal povero sud del mondo verso il dorato nord del pianeta trovava in Gheddafi un fedele Cerbero, i campi di concentramento nella &#8220;sua&#8221; Libia hanno fatto il paio con i lager di Guantanamo. Petrolio in cambio di mattanza. Per pudore, solo per malcelato pudore, ometterei i dettagli della saga Bedrlusconi-Gheddafi, una oscena rappresentazione di come la inadeguatezza possa associarsi al crimine. Una oscena rappresentazione dell&#8217;irreversibile bizantinismo in cui sta precipitando il mondo occidentale tutto, e di cui B. ne \u00e8 il drammatico simulacro.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">La quasi totalit\u00e0 dei governi europei hanno aperto le braccia a Gheddafi mentre si aprivano le porte dei nuovi campi di concentramento. Hanno stretto la sua mano (quando non baciata..) mentre se ne ammanettavano a migliaia in nome della sicurezza mondiale. Lo hanno abbracciato mentre nel deserto libico venivano torturati violentati e uccisi centinaia di esseri umani. \u00c8 la realpolitik, baby. Subalterna a qualsiasi istanza dei diritti civili. Sorda a qualsiasi urlo fuori dal coro. L&#8217; America Latina per\u00f2, non pu\u00f2 soffocare quell&#8217;intento di primavera che sta sperimentando nel vuoto degli slogan. Non pu\u00f2 cadere nella trappola dei due pesi e due misure che fa tanto comodo al neo-colonialismo. Gheddafi \u00e8 un criminale come lo sono Bush Blair Berlusconi Putin e via discorrendo. Non pu\u00f2 voltare le spalle alle piazze arabe solo in nome di un vetusto e posticcio antiimperialismo. Le dichiarazioni sentite in questi in questi giorni da Ortega, Ch\u00e1vez e Fidel, nonch\u00e9 da molta stampa &#8220;latinoamericanista&#8221;, fanno storcere il naso e gettano discredito su quanto di buono si sta facendo nel sub-continente. Nessuno vuole convincere e convincersi che le piazze del Cairo di Tunisi e di Bengasi siano le avanguardie di un nuovo ottobre, ma rinchiuderle nel (comodo) parametro delle passate &#8220;rivoluzioni&#8221; colorate potrebbe risultare un errore fatale. Storico, politico, antropologico.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Storico, perch\u00e9 ci\u00f2 che sta avvenendo in quell&#8217;angolo di mondo \u00e8 di una rilevanza gigantesca, e poco importa se siamo ancora imbrigliati nella cronaca. Ci\u00f2 che veniva artatamente descritto come una enorme enclave islamica, dove il cambiamento sarebbe maturato solo ed esclusivamente in una prospettiva oscurantista e di stile &#8220;iraniano&#8221;, ha al contrario esaltato le rivendicazioni &#8220;laiche&#8221; di una popolazione ormai irrimediabilmente stanca di essere comprimaria e vittima della ennesima dittatura gradita ai grandi dell&#8217;occidente. Che la hanno sempre alimentata e rifocillata grazie anche a media compiacenti e avvezzi alla<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><span class=\"Apple-style-span\" style=\"font-style: italic\">ars adulatoria<\/span>.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Politico, perch\u00e9 quelle piazze reclamano giustizia eguaglianza e libert\u00e0, e non le si pu\u00f2 relegare a &#8220;strumenti della reazione&#8221; solo perch\u00e9 non combaciano esattamente con i presupposti che hanno determinato il cammino rivoluzionario di Cuba, Nicaragua e Venezuela. Tanto pi\u00f9 che il sud del mondo continua a guardare con rispetto e ammirazione tutte queste esperienze rivoluzionarie, ed usare ora forme sillogistiche per ridimensionare l&#8217;ondata araba non crediamo faccia gi interessi della causa latinoamericana, intesa come espressione diretta e sincera dei popoli uniti nell&#8217;ALBA.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Antropologico, perch\u00e9 si sono rovesciati completamente i dettami per cui le istanze di vera democrazia siano appannaggio dell&#8217;Occidente. Che infatti, fino ad ora, la sta imponendo in M.O. con le armi. Fatte salve le dovute differenza tra ci\u00f2 che \u00e8 accaduto in Tunisia ed in Egitto e ci\u00f2 che invece sta accadendo in Libia, l&#8217;elemento che sta prepotentemente venendo fuori \u00e8 la capacit\u00e0 ancora viva e vegeta dell&#8217;essere umano di mettere mano alla propria esistenza e di trasformarla, utilizzando spesso strumenti che sono antitetici tra loro ma comunicanti; o meglio, prassi vecchie e nuove tra loro concordanti. La piazza, reale, e quella, virtuale, del web. Un fatto relativamente nuovo, che andrebbe analizzato senza schemi preconfezionati. Un antidoto, forse, alla pornografica kermesse della informazione mainstream.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Vero \u00e8 altrettanto, che le vagonate di menzogne che riempiono i vari notiziari fanno parte del mercato della notizia ad uso e consumo del capitale, e che l&#8217;esecrabile conta a scala variabile delle vittime &#8220;distrae&#8221; da ci\u00f2 che in realt\u00e0 succede, vittime a tutt&#8217;oggi delle armi di Gheddafi, non ancora di quelle della NATO. Che forse non tarder\u00e0 ad intervenire, per salvaguardare la linfa vitale che sostiene il mondo occidentale: il petrolio. Su questo punto come su tanti altri siamo d&#8217;accordo, manco a dirlo, e non da oggi.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Dobbiamo per\u00f2 con franchezza rilevare che nella lettura che si sta facendo in America Latina degli eventi odierni ci sia una zona d&#8217;ombra, un angolo cieco dove pu\u00f2 prendere piede una sorta di verit\u00e0 variabile che condanna, per esempio, la direttiva EU in materia di migrazione dall&#8217;America Latina e assolve invece i crimini di Gheddafi.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">Da questa parte, questi crimini noi li vediamo e li denunciamo, cos\u00ec come continuiamo a sostenere le istanze di cambiamento e i processi rivoluzionari dell&#8217;intero continente latinoamericano. Vorremmo si vedessero anche da l\u00ec. Occhi aperti, America Latina.<\/p>\n<p style=\"margin: 1em 0px;padding: 0px;color: #000000;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;font-size: medium;font-style: normal;font-variant: normal;font-weight: normal;letter-spacing: normal;line-height: 24px;text-indent: 0px\" align=\"JUSTIFY\">M.A.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli eventi che stanno stravolgendo parte del mondo arabo, fanno sentire la loro eco anche aldil\u00e0 dell&#8217;Oceano, e nonpotrebbe essere altrimenti. La Tunisia, l&#8217;Egitto, e ora la Libia. Proprio quest&#8217;ultima, ha suscitato una ondata di commenti e posizioni in America Latina che non possiamo fare a meno di analizzare. 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