{"id":198,"date":"2014-05-06T06:26:24","date_gmt":"2014-05-06T04:26:24","guid":{"rendered":"http:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=198"},"modified":"2014-05-09T04:48:41","modified_gmt":"2014-05-09T02:48:41","slug":"telecronaca-di-una-finale-annunciata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=198","title":{"rendered":"Telecronaca di una finale annunciata"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\"><a href=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2014\/05\/jenny257x250.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft wp-image-518 size-full\" src=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/files\/2014\/05\/jenny257x250.jpg\" alt=\"jenny257x250\" width=\"257\" height=\"250\" \/><\/a>Cronache. Cronaca nera, cronaca calcistica. Decine di migliaia di tifosi defluiscono verso lo stadio Olimpico. Finale di coppa Italia, fine della coppa. Italia alla fine. Un parcheggio zona stadio. Un&#8217;aggressione. Scontri. Feriti. Bombe carta. Il giorno dopo poi bombe sulla carta. Stampata. Scontri. Qualcuno spara. Qualcuno cade. Ferito. Quasi morto. L&#8217;aggressore (gli aggressori?) scappa. Non prima di aver dato fuoco alle polveri. Non prima di essere stato a sua volta ferito. Da un parcheggio all&#8217;ospedale. La massa dei tifosi continua a defluire verso lo stadio. Che si riempie. <span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\">Anche di giornalisti, di personalit\u00e0 istituzionali. Di starlettes conosciute e facce patinate. <\/span><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><!--more--><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\">Sorrisi occhiolini strette di mano. Vigorose. Ammiccanti. Come i baci tra mafiosi. La mafia a una partita di calcio? Tra non molto irromper\u00e0 sulla scena. Basta aspettare. Di fuori, la tragedia. Ambulanze a sirene spiegate. Tra bandiere e inni. Tra bandiere e unni. Barbaro: straniero. Noi gli stranieri li trattiamo da par nostro. Se non annegano prima, benvenuti nel paradiso dello sfruttamento. Gli stranieri quelli ricchi, no. Benvenuti nel paradiso dello sfruttamento. Il tifoso colpito da arma da fuoco versa in gravissime condizioni. L&#8217;episodio non ha nulla a che vedere con lo sport. Le curve intonano canti gregoriani. Le due squadre contendenti hanno fatto visita al papa. Si avvicina l&#8217;ora del calcio d&#8217;inizio. Lo stadio \u00e8 gremito. Le voci si rincorrono. Incontrollate. Le notizie? Quelle ristagnano nell&#8217;acquitrino della informazione. Chi informa chi dovrebbe informare? La questura. Il questore a quest&#8217;ora \u00e8 in questura. Dice: \u201cTutto sotto controllo\u201d. Gli elicotteri volano in alto. A terra volano le cingiate. Non ha nulla a che vedere con lo sport. Che \u00e8 divertimento, stare insieme, passione. Non lo dice il questore ma chi dal questore \u00e8 informato. Il tifoso ferito in gravissime condizioni. Un alterco con un commerciante esasperato. Un fatto dunque, di cronaca nera. La cronaca vera non la sa nessuno. Chi la sapesse, non ha diritto di fare cronaca. La cronaca va e passa e con il tempo. Etimologicamente, non c&#8217;\u00e8 cronaca senza tempo.\u00a0<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\">Il tempo scorre, la partita non ha inizio. Le telecamere ora si concentrano sullo stadio. Ora c&#8217;\u00e8 meno cronaca ma pi\u00f9 teatro. Triplo salto carpiato culturale. Ionesco, vale a dire il teatro dell&#8217;assurdo. Ormai \u00e8 ufficiale, la persona ferita ricoverata in ospedale \u00e8 in gravissime condizioni. Ormai \u00e8 ufficiale, la partita non inizier\u00e0 all&#8217;orario previsto. Sullo sfondo del palcoscenico, dove imperversano le capriole dei telecronisti, vengono proiettate le immagini. Scontri feriti agenti in tenuta antisommossa. Tutto questo non ha nulla a che vedere con lo sport. Lo sport per\u00f2 ha qualcosa a che vedere con la sommossa. Cominciano infatti a muoversi gli attori. Quelli protagonisti diventano comprimari, quest&#8217;ultimi protagonisti. La tribuna delle autorit\u00e0 ribolle d&#8217;immobilismo. Facce pi\u00f9 annoiate che indignate. Mi faccio una prima domanda: dove sta la sommossa? I conciliaboli diventano numerosi. Quasi infiniti. D&#8217;altronde \u00e8 un clich\u00e9 da quelle parti. Si moltiplicano i gruppetti. Si coprono le bocche. Telecamere in agguato. Questa \u00e8 una democrazia che si basa sul pluralismo delle testate giornalistiche e sul monopolio della informazione. Il questore annuncia che la partita si deve giocare. Motivi di ordine pubblico. Mi viene in mente l&#8217;Heysel. Il famoso derby interrotto dieci anni fa viene pi\u00f9 volte ricordato. Quanto successo per\u00f2 non ha nulla a che vedere con lo sport. Un fatto di cronaca nera. Criminali, non tifosi. I tifosi gremiscono gli spalti. Una parte ha ammainato bandiere e striscioni in segno di protesta. Il tifoso ferito lotta tra la vita e la morte. Arriva la notizia che anche l&#8217;aggressore \u00e8 ricoverato. Un&#8217;altra domanda mi scuote il petto: perch\u00e9 non sono andato vedere la mostra di Frida Kahlo? O al cinema? No, meglio il teatro dell&#8217;assurdo. Ho trovato la risposta ma il petto si agita ancora. Non si d\u00e0 il calcio d&#8217;inizio, inizia la commedia. Stacco sulla tribuna delle autorit\u00e0. Visi distesi fino a quando non si \u00e8 inquadrati. Sbigottimento, incredulit\u00e0, disapprovazione. Ora si torna sul palcoscenico. Sul camposcenico. Dopo tutto, se assurdo dev&#8217;essere, che assurdo sia. C&#8217;\u00e8 una squadra ma non \u00e8 composta dagli undici tradizionali giocatori. Ce n&#8217;\u00e8 uno soltanto, ora in qualit\u00e0 di ambasciatore diplomatico portavoce. Ma a chi deve parlare? Con chi deve intavolare una trattativa? Questo il questore a quest&#8217;ora ormai lo sa. Una sua nutrita delegazione di bracci destri lo accompagna verso la platea. Nervosa e gremita all&#8217;inverosimile. Ma scalpita per entrare trionfalmente in scena. Infatti ora il camposcenico \u00e8 tutto per loro. La delegazione, sotto forma di squadra, prende finalmente a contatto con gli ex comprimari diventati protagonisti. Se lo spettacolo inizier\u00e0, dipende solo da noi. La delegazione ascolta annuisce approva. Un vigile del fuoco, l\u00ec per lavorare, guarda un po&#8217; che assurdit\u00e0, viene ferito. Da un applauso troppo focoso. A questo punto una domanda mi contorce lo stomaco. Perch\u00e9 le forze dell&#8217;ordine picchiano operai persone che protestano voci che dissentono uccidono gente inerme riservandosi poi calorosi applausi? \u00c8 pi\u00f9, ovviamente, che un contorcimento. \u00c8 rabbia mista a ribrezzo per la meschinit\u00e0 nella quale questo paese si trova ormai quotidianamente impaludato. Per il servilismo con il quale viene raccontato. Sono pugni chiusi di fronte a uno spettacolo che rivela un&#8217;antropologia cos\u00ec ombrosa e complicata ma cos\u00ec oscenamente chiara. E tutto questo il questore a quest&#8217;ora lo sa. Ma tutto questo non ha nulla a che vedere con lo sport. I telecronisti che fremono perch\u00e9 la partita abbia inizio non riescono a trovare pi\u00f9 argomenti che possano alimentare la loro spicciola e subliminale sociologia. La macchina del sacro calcio non pu\u00f2 certo fermarsi per un ferito per quanto in condizioni gravissime. La liturgia che molte e molti di noi ossequiamo deve avere seguito. Quel rito pagano che ha anche rappresentato la resistenza a dittature sanguinarie che ne avevano fatto un proprio orpello, \u00e8 diventato ora il simulacro di una cultura popolare. Che di popolare ha solo la miseria. Di culturale la sopraffazione. La stessa cultura del capitalismo. A una partita di calcio non si partecipa. Una partita di calcio si consuma. Si consuma l&#8217;informazione. Che si barrica dietro le veline della tribuna delle autorit\u00e0. Che si riflette come in un gioco di specchi deformi nella platea di quel camposcenico. La stessa che dice di combattere cancellare annichilire. In realt\u00e0 se ne giova ne trae profitto e gode dei dividendi. Dividendi et impera. E questo \u00e8 pi\u00f9 reale dell&#8217;assurdo che sta andando in campo. Quella platea cos\u00ec rumorosa in realt\u00e0 grida con voce sommessa pi\u00f9 che da sommossa una cosa soltanto: lo stato siamo voi. Per chi pensa sia un refuso, lo ripeto. Lo stato siamo voi. Uno stato che forse non \u00e8 mai nato ma che sicuramente \u00e8 morto. Non riesco a farmi pi\u00f9 domande, ma ho delle certezze, di cui ho la certezza che inquietano pi\u00f9 delle domande. Odio il calcio, amo il pallone. Detesto lo stato, adoro il popolo. E tutto questo ha a che vedere con lo sport. Se assurdo deve essere, che assurdo sia. Il tifoso ferito \u00e8 ancora gravissimo. La partita ha inizio. Telecronaca nera.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\">Lo stato \u00e8 morto, viva lo stadio.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\" lang=\"it-IT\" style=\"margin-bottom: 0cm;font-weight: normal\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Ubuntu\"><span style=\"font-size: medium\"><em>M.A.<\/em> <\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cronache. Cronaca nera, cronaca calcistica. Decine di migliaia di tifosi defluiscono verso lo stadio Olimpico. Finale di coppa Italia, fine della coppa. Italia alla fine. Un parcheggio zona stadio. Un&#8217;aggressione. Scontri. Feriti. Bombe carta. Il giorno dopo poi bombe sulla carta. Stampata. Scontri. Qualcuno spara. Qualcuno cade. Ferito. Quasi morto. L&#8217;aggressore (gli aggressori?) scappa. Non &hellip; <\/p>\n<p class=\"link-more\"><a href=\"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/?p=198\" class=\"more-link\">Leggi tutto<span class=\"screen-reader-text\"> &#8220;Telecronaca di una finale annunciata&#8221;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":8275,"featured_media":518,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4,1],"tags":[],"class_list":["post-198","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/198","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/8275"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=198"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/198\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":646,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/198\/revisions\/646"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=198"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=198"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/itanicaroma.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=198"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}